Per fortuna che c'è il DAMA/PASS(*).

24/01/2020

In questo periodo, come succede a tutti, Francesco, mio figlio, ha avuto bisogno di fare accertamenti sanitari. In questi momenti non possono non venire in mente la catena degli orrori a cui ci siamo dovuti sottoporre e soprattutto a cui si è dovuto sottoporre Francesco per fare anche un semplice esame del sangue. Momenti pieni di dolore, frustrazione, tristezza e solitudine. Ma ora per fortuna c'è il DAMA/PASS. Ci siamo così rivolti al servizio DAMA di Empoli del servizio PASS della Regione Toscana. Un servizio che ormai funziona da 5 anni e che ha cambiato la nostra vita. Si perché da quando c'è il DAMA anche noi disabili abbiamo la possibilità di ammalarci e di essere curati nella normalità come normale è per tutti con le difficoltà che hanno tutti. Così abbiamo preso l'appuntamento e giovedì scorsa alle ore 8 del mattino ci siamo presentati all'ambulatorio. Il personale era lì che ci aspettava e immediatamente si sono adoperati per far sì che Francesco si trovasse a proprio agio. Francesco non è collaborante, per lui la parola medico, la parola ospedale, non hanno nessun significato. Non è collaborante e quindi non è possibile che si sottoponga anche ad un semplice prelievo. Così i medici hanno dato a Francesco una medicina che lo ha rilassato fino a addormentarsi in una sedazione cosciente come tante persone ora fanno per una gastroscopia o una colonscopia. Appena Francesco si è addormentato ecco che sono stati eseguiti in sequenza, nella stanza in cui si trovava, gli accertamenti programmati: il prelievo, poi l'elettrocardiogramma, l'eco addominale e la visita odontoiatrica. Alle 9.00 Francesco cominciava già a svegliarsi, in tranquillità e serenamente. Verso le 9.30 siamo usciti per tornare a casa. Il tutto senza dolore, senza angoscia. Dopo questa visita l'ospedale, anche se per Francesco non ha il significato che ha per tutti noi, sarà comunque un luogo amico, dove tornerà volentieri e dove accetterà di buon grado di essere avvicinato da persone vestite in maniera un po' strana, con questi vestiti bianchi che per lui non significano nulla, ma che sanno come fare per curarlo nella normalità. Un gruppo di persone verso cui abbiamo tutti noi grande gratitudine. È indescrivibile il senso di frustrazione e di dolore che una persona può avere quando sentendosi male non ha la possibilità di essere curato nella normalità. Noi questo senso di frustrazione e di angoscia non ce lo abbiamo più.

Per fortuna che c'è il DAMA/PASS.

Il pensiero con cui voglio concludere queste mie poche righe di ringraziamento ad una equipe così importante per la nostra vita è che davvero spero che il servizio PASS, già attivo in alcuni,  diventi operativo anche in tutti gli altri ospedali della Toscana. Sarebbe un passo fondamentale per la crescita della civiltà della nostra società e del benessere dei nostri figli

 

Marino Lupi

 

(*) DAMA: Assistenza Medica avanzata ai disabili

(*) PASS: Percorsi assistenziali per soggetti con bisogni speciali

 

 

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